Foto di una donna sorridente con un muro di mattoni color crema sullo sfondo

La nuova legge sull'assistenza agli anziani necessita di un sistema operativo anti-discriminatorio

L'ageismo è una questione di architettura, non di atteggiamento, scrive Philippa Lewis, e la nuova legge deve essere costruita su una base anti-ageista supportata da prove e guidata dall'innovazione.

Pubblicato: 14 dicembre 2025
  • nazionale
  • 14 dicembre 2025
  • Agenda australiana sull'invecchiamento

La nuova legge australiana sull'assistenza agli anziani promette un futuro basato sui diritti, la sicurezza e la dignità.

Sebbene si tratti di un passo positivo che allontana i modelli di assistenza transazionale verso un sistema che riconosce gli anziani australiani come cittadini con diritti piuttosto che come destinatari passivi di servizi, se non affrontiamo il sistema operativo più profondo che sta alla base del nostro modo di concepire l'invecchiamento, la dignità rimarrà un'aspirazione piuttosto che una realtà vissuta.

Quel sistema operativo è discriminatorio nei confronti degli anziani.

Si manifesta nel linguaggio politico, nei percorsi di cura, nelle decisioni di triage, nelle ipotesi relative alla forza lavoro, nella progettazione dei prodotti e persino nel dibattito pubblico.

Il dibattito sull'opportunità di classificare l'invecchiamento come una "malattia" è la prova di quanto costantemente consideriamo l'invecchiamento come qualcosa di negativo.

L'idea che l'invecchiamento possa essere una malattia è di per sé rivelatrice. Suggerisce che, a meno che non trattiamo l'invecchiamento come una patologia, non sappiamo in altro modo come parlarne.

Philippa Lewis è direttrice del Global Centre for Modern Ageing e imprenditrice nel settore delle tecnologie sanitarie.

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