Le ricerche attuali indicano che l'abuso emotivo o psicologico è la forma più diffusa di abuso nei confronti degli anziani.[i] Un tipo di abuso che causa particolare sofferenza è quello in cui i figli adulti impediscono ai propri figli di mantenere i contatti con i nonni. Questo fenomeno viene spesso definito «alienazione dai nonni». A volte, ciò rientra nell’ambito dell’abuso economico (ad esempio: «Vendi la tua casa e vieni a vivere con noi, altrimenti dovremo trasferirci troppo lontano e non potrai vedere spesso i bambini»).
Sebbene non sappiamo con quale frequenza ciò avvenga, sappiamo che l’espressione “alienazione dei nonni” è un termine di ricerca comunemente utilizzato su Compass e compare nei gruppi di sostegno online e nelle iniziative di difesa dei diritti. È quindi chiaramente nota e in uso.
Tuttavia, il concetto di “alienazione dei nonni” è problematico. Data la sua somiglianza con il termine più noto di “alienazione genitoriale”, esso comporta un bagaglio significativo che rischia di aggravare i problemi relazionali, oltre a sminuire la sofferenza causata dall’interruzione dei contatti con i nipoti.
Questo articolo di Relationships Australia illustra le origini della “sindrome da alienazione genitoriale” (PAS) e spiega come la PAS e il termine “alienazione genitoriale” (PA), coniato successivamente, siano stati utilizzati in ambito clinico e nel diritto di famiglia. Raccomanda inoltre l’uso di termini alternativi che:
affermare chiaramente e riconoscere i danni causati dal deterioramento o dalla rottura dei rapporti tra i nipoti e i nonni
può essere utilizzato in modo più efficace per sostenere la riforma delle politiche, e
gettare le basi costruttive per relazioni intergenerazionali sicure e positive.
Cosa sono la sindrome da alienazione genitoriale e l'alienazione genitoriale?
Il termine “sindrome da alienazione genitoriale” è stato coniato originariamente dallo psicologo statunitense Richard Gardner negli anni ’80.[ii] Gardner si propose di indagare sul motivo per cui le accuse di abuso sessuale sui minori sembravano aumentare improvvisamente nei casi di affidamento dei figli. Egli formulò la teoria secondo cui (principalmente) le madri soffrissero di deliri secondo cui:
li ha indotti a credere che i loro ex partner avessero abusato sessualmente dei loro figli, e
li ha spinti a formulare queste accuse come strategia processuale.
Queste argomentazioni risultavano allettanti per ordinamenti giuridici come quello australiano, che da tempo partivano dal presupposto che le donne fossero intrinsecamente irrazionali, instabili e inclini a inventare accuse di violenza.[iii] Essi erano inoltre in linea con la convinzione che gli abusi sessuali sui minori fossero rari. Di conseguenza, tali argomentazioni furono prontamente adottate dagli avvocati specializzati in diritto di famiglia a livello internazionale.
Con il passare del tempo, istituzioni influenti hanno respinto l’idea dell’esistenza di una sindrome, e il termine PA ha sostituito quello di PAS.[iv]Una serie di indagini e ricerche ha dimostrato che gli abusi sessuali sui minori in ambito familiare e altre forme di maltrattamento infantile non sono rari e ha sollecitato a dare ascolto alle preoccupazioni dei bambini riguardo alla loro sicurezza[v] e prese più sul serio.[vi]
Tuttavia, i timori che (soprattutto) le madri inventassero accuse di abuso e sabotassero in altro modo i rapporti tra i figli e i loro (soprattutto) padri hanno continuato ad avere un’influenza notevole. Nel 2006, tali timori hanno ispirato alcune modifiche al diritto di famiglia australiano volte a neutralizzare tali sabotaggi e a privilegiare i contatti tra i genitori – anche quelli violenti – e i propri figli.[vii]
Perché il concetto di “alienazione” è fonte di divisione e poco utile?
L'uso di questi termini legati all'"alienazione" rischia di essere controproducente, poiché sia il PAS che il PA sono associati a un bagaglio concettuale molto ampio. Questi termini:
vengono utilizzate principalmente dai padri contro le madri e i nonni materni[viii]
vengono utilizzati per dipingere le madri come malate di mente e manipolatrici dei propri figli, e i figli come affetti da una malattia mentale, il che porta a una resistenza al contatto con il genitore “alienato” (di solito il padre)[ix]
riprendono le vecchie teorie che attribuiscono la colpa alla madre, come quella della madre fredda “schizofrenogena” che causava la schizofrenia e quella della “madre frigorifero” che “causava” l’autismo[x]
sono percepiti come:
eliminare o ridurre al minimo la violenza domestica e familiare nei confronti delle madri[xi]
negare, minimizzare o non dare peso ai maltrattamenti sui minori; in particolare, gli abusi sessuali sui minori[xii]
che contribuiscono alla mancata indagine sulle accuse di violenza da parte del partner e di maltrattamento dei minori,[xiii] e
il che porta a sentenze in cui un possibile rischio di rottura del legame tra un minore e il suo aggressore viene considerato più grave delle prove di danni fisici[xiv]
scoraggiano le vittime di violenza domestica e familiare dal denunciare gli abusi,[xv]con conseguente emissione di ordinanze giudiziarie inadeguate[xvi]
vengono utilizzati da chi mette in atto comportamenti coercitivi e controllanti nell’ambito di un sistema di abusi,[xvii] e
distogliere il tempo e l’attenzione che dovrebbero essere dedicati all’interesse superiore dei minori[xviii] concentrandosi sulle controversie tra adulti.
Sia i critici che i sostenitori della PA concordano sul fatto che il termine “alienazione genitoriale” sia altamente controverso.[xix]
Ricorrere al concetto di “alienazione” in relazione alla separazione tra nonni e nipoti per attirare l’attenzione delle istituzioni e ricostruire i rapporti rischia di allontanare proprio i potenziali sostenitori di questa causa. Potrebbe inoltre suscitare reazioni ostili o difensive da parte dei figli adulti, che potrebbero sentirsi accusati di maltrattamento sui minori. Le fratture temporanee potrebbero trasformarsi in situazioni di “assenza totale di contatti”, a discapito sia dei nipoti che dei nonni.
Andando avanti
I nonni che hanno perso involontariamente i contatti con i propri nipoti meritano misure politiche e servizi che li aiutino a ricostruire i rapporti. Meritano che la loro perdita e il loro dolore vengano riconosciuti. Abbiamo inoltre bisogno di un linguaggio che persuada i governi a mantenere servizi accessibili e a prezzi contenuti per aiutare i nonni ad affrontare le difficoltà relazionali.
L'uso di un linguaggio divisivo e controverso distoglie l'attenzione dal cronico sottofinanziamento dei servizi dedicati agli abusi sugli anziani e dalla "lotteria dei codici postali" che lascia troppi nonni senza aiuto quando subiscono abusi emotivi (accompagnati o meno da abusi finanziari). Distoglie l'attenzione da ciò che dovrebbe essere la preoccupazione centrale in qualsiasi conflitto familiare: i diritti e l'interesse superiore dei bambini.
Cosa potremmo usare al suo posto? Il termine “abuso emotivo” descrive chiaramente ciò che può accadere quando un figlio adulto ostacola o impedisce lo sviluppo di un rapporto tra nipote e nonno. Si tratta di un termine già ben noto e accettato dai responsabili politici e dai ricercatori. Dovrebbe essere preferito a termini controversi che generano distrazione e deviano l’attenzione, anziché offrire soluzioni praticabili che mettano al primo posto l’interesse superiore dei bambini.
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Ulteriori informazioniRiferimenti
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[i] Qu et al., 2021.
[ii] Cfr., ad esempio, Gardner, 1985, 1998, 1999, 2002, 2003 e 2004.
[iii] Queste ipotesi risalgono al XVII secolo e sono sopravvissute fino al XXI secolo: cfr., ad esempio, Dimock, 2008; Scutt, 1992.
[iv] Head, 2026, osserva che «l’American Psychological Association, il National Council of Juvenile and Family Court Judges e l’American Professional Society on the Abuse of Children ne hanno respinto l’uso o ne hanno sconsigliato l’applicazione». L’American Psychiatric Association ha ripetutamente rifiutato di includere la PAS nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). I critici sostengono che manchino prove empiriche sufficienti, sottoposte a revisione tra pari, per classificarla come una sindrome medica o psicologica distinta: cfr., ad esempio, Alsalem, 2023.
[v] Come previsto dagli obblighi dell’Australia ai sensi della Convenzione sui diritti dell’infanzia, in particolare l’articolo 12.
[vi] Cfr., ad esempio, la Relazione finale della Commissione reale sulla risposta istituzionale agli abusi sessuali sui minori, 2017; lo studio australiano sul maltrattamento dei minori: Haslem et al., 2023; Matthews et al., 2024. Cfr. anche Carson et al., 2018.
[vii] Leggi simili sono state introdotte in diversi altri paesi: cfr., ad esempio, Alsalem, 2023, paragrafo 51. In Australia, tuttavia, nel 2024 il Parlamento australiano ha modificato il Family Law Act del 1975, stabilendo che i giudici debbano ora dare priorità alla sicurezza dei minori e non dare per scontato che il contatto con un genitore, anche se violento, sia nell’interesse superiore dei minori.
[viii] Cfr., ad esempio, Alsalem, 2023; Death et al., 2019.
[ix] Cfr., ad esempio, Death et al., 2019; McInnes, 2014.
[x] Sterwald & Baker, 2019.
[xi] Cfr., ad esempio, Alsalem, 2023.
[xii] Cfr., ad esempio, Alsalem, 2023.
[xiii] Cfr., ad esempio, Alsalem, 2023; McInnes, 2013.
[xiv] Cfr., ad esempio, Alsalem, 2023; Death et al., 2019; McInnes et al., 2014.
[xv] Cfr., ad esempio, ANROWS, 2022.
[xvi] Cfr., ad esempio, Kaspiew et al., 2017; Carson et al., 2022.
[xvii] Cfr., ad esempio, Alsalem, 2023; ANROWS, 2022
[xviii] Come previsto, ad esempio, dalla legge sul diritto di famiglia e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.
[xix] Per i sostenitori della PA, cfr., ad esempio, Harman et al., 2022; Head, 2026; Korosi, 2026. Per i critici della PA, cfr., ad esempio, Alsalem, 2023.
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