Foto di una mano che tiene il telecomando della tv

"L'ageismo è ovunque nella cultura pop".

Butch Vig parla del nuovo album dei Garbage, dell'ageismo nella musica, del ritorno in Australia per il Good Things Festival e del buon vino locale.

Pubblicato: 7 settembre 2025
  • nazionale
  • 7 settembre 2025
  • Rivista Blunt

I Garbage hanno sempre prosperato sulla tensione, la rottura e la trasformazione. Nell'arco di tre decenni, la band - composta da Shirley Manson, Duke Erikson, Steve Marker e Butch Vig - si è rifiutata di cullarsi nella nostalgia, rimodellando invece il proprio sound pur rimanendo radicata nella propria chimica.

Il loro ottavo album, Let All That We Imagine Be The Light, è forse il più improbabile: un disco intimo e cinematografico, nato tanto dalle circostanze quanto dalle intenzioni.

Per Vig, la storia dell'album inizia con la salute di Manson. "Shirley... ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico di sostituzione dell'anca e questo l'ha messa fuori gioco e ha reso difficile procedere con le canzoni e gli arrangiamenti, perché il modo migliore in cui lavoriamo è quando siamo tutti e quattro in una stanza", spiega. In sua assenza, la band ha dovuto ripensare il proprio processo.

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