Negli ultimi decenni le tecniche di diagnosi della demenza hanno registrato rapidi progressi.
Eppure, nonostante ciò, troppe persone affette da demenza in tutto il mondo non ricevono una diagnosi tempestiva, il che impedisce loro di accedere al sostegno e ai servizi che meritano.
Abbiamo parlato con il professor Michael Woodward, consulente medico onorario di Dementia Australia, dei progressi compiuti negli strumenti diagnostici per la demenza, nonché delle nuove scoperte che, secondo lui, consentiranno a un maggior numero di persone di ricevere una diagnosi tempestiva.
Perché la demenza è una patologia così difficile da diagnosticare?
"Esistono tre ostacoli principali alla diagnosi.
In primo luogo, sia i medici che i pazienti mostrano ancora una certa riluttanza a perseguire una diagnosi, poiché la demenza è ancora oggetto di un forte stigma.
In secondo luogo, molte persone continuano a credere erroneamente che la demenza sia una conseguenza normale dell'invecchiamento e che ciò che stanno vivendo sia normale.
La terza sfida è rappresentata dalla difficoltà di formulare una diagnosi accurata nelle fasi iniziali della demenza.
Questo è fondamentale perché prima si riceve una diagnosi, maggiori sono le possibilità di accedere a potenziali trattamenti, oltre che a sostegno e servizi.
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